Gentilissime e gentilissimi,
condivido con voi la versione in italiano (gentilmente tradotta da Arianna Vocaturo Ciampolillo) del mio articolo “SARS-CoV2 e vaccini anti-COVID-19 a mRNA: esiste un plausibile legame meccanicistico con il cancro?” pubblicato sulla rivista scientifica internazionale peer-review Cancers il 4 dicembre 2025 e che potete scaricare a questo LINK.
In questo lavoro ho approfondito i meccanismi molecolari, cellulari e sistemici che potrebbero spiegare la recidiva o la rapida progressione di micro-tumori non diagnosticati a seguito di plurime vaccinazioni anti-COVID-19 a mRNA in combinazione con multiple infezioni da SARS-COV2. Perché parlarne solo adesso? In effetti, non ho detto sin dal primo momento “il vaccino anti-COVID-19 farà venire il cancro”, e per la verità non è questo che dico neppure adesso.
In una intervista a Angela Camuso pubblicata su La Verità del 26 giugno 2023 (e dunque due anni dopo le prime vaccinazioni) invitavo, in nome del principio di cautela, a non vaccinare i bambini, le donne gravide e i malati di cancro e sottolineavo come i segni clinici dei danni eventualmente provocati si sarebbero potuti manifestare anche a distanza di tempo. Ma lo scienziato non è un “indovino” che anticipa le conclusioni basandosi sull’istinto o sul “presentimento”.
Questo articolo è frutto di un ampio studio della letteratura pubblicata sull’argomento negli ultimi quattro anni, oltre che dell’esperienza di oltre cinquant’anni di ricerca in ambito oncologico.
Comprensibilmente, l’articolo può generare apprensione e pone interrogativi ansiogeni in molte persone multi-vaccinate e che hanno contratto più volte la COVID-19. Chi fortunatamente non ha subito alcun danno dal vaccino forse cestinerà questo lavoro con superficialità; chi sfortunatamente ha sperimentato sulla pelle propria o dei propri cari il cancro in questi ultimi cinque anni e da subito ha dubitato del collegamento con la vaccinazione qui troverà la spiegazione (se non la conferma) ai suoi dubbi; e chi invece pur avendo subito danni, finanche il cancro, e pure nega a priori il possibile nesso causale (per convinzione “scientifica” o forse come autogiustificazione per la scelta fatta) non si lascerà certo persuadere al dubbio da questa lettura. Del resto, il punto interrogativo nel titolo è volutamente provocativo.
Lo scopo è, infatti, stimolare il dibattito tra gli scienziati, instillare il dubbio tra i medici vaccinatori, costringere i produttori di vaccino a riformulare vaccini più sicuri, e indurre i governanti a rivedere le politiche di gestione delle pandemie virali.
Non si intende fare “terrorismo”, ma solo informazione oggettiva, confidando nel fatto che la consapevolezza generi responsabilizzazione nella scelta, che rimane comunque propria.